Odi il profumo di sesso della bestia scotennata


Un fumo di Londra si erge dalla potente voce della soprano che canta l’Aida in mezzo a metalli dissonanti.
L’eccitazione si sparge per la sala come il profumo di gorgonzola affumicato e vulve inconsapevoli cominciano a sentire il calore della voce di Dio che ordina imperiosamente al liquido succulento di emettere le proprie spore mentre Lucilla espande il fuoco del proprio suono al battito dei tamburi.
Violentemente la figlia di Arturo si toglie i collant e pregando il Signore e la Vergine inizia lentamente a farsi possedere da una grande candela accesa e un coro di voci si unisce a Lucilla che come un direttore d’orchestra attribuisce ruoli e compiti ad un pubblico sempre più in movimento.
Baci, abbracci, carezze, movimenti lenti di signore attempate e vecchie galline che allungano le mani su giovani peni induriti dall’esperienza di mani rugose e nostalgiche che in quel momento si riaccendevano in una scossa elettrica della stessa frequenza della voce di Lucilla accompagnata dalle voci degli angeli che con misericordia spargono l’amore su menti fresche ad accettare il calore divino nel sangue che cola come una manna dal cielo.
Un esercito di santi e puttane avanza scardinando i sacri pilastri dell’opera compiuta e mentre la figlia di Arturo si accoppia con i due fratelli e i genitori si compenetrano di un amore dimenticato alle passioni dell’adolescenza.
Tempeste di amore si riproducono in penetrazioni vaginali mentre l’orchestra smette di suonare e nel silenzio si spargono urla di spasmo erotico di donne accovacciate su poltrone e distese sul pavimento.
Quando Lucilla intona l’Ave Maria un’ondata di sangue di Cristo si sparge nell’Opera che prende fuoco.
Un fuoco sacro eleva cinquecento persone in una fumata al di sopra di una città addormentata.
Silenzio.
È l’alba.
Le campane della chiesa suonano per chiamare i fedeli ad adorare e amare e perdonare e confessare.
Finché morte non li separi.

Anafilattico


Acqua chiara scorre nell’anima infetta. E carri armati si affrontano in un ritmo assassino mentre un flauto di pan abborda le navi da guerra e le ipnotizza riempiendole di zucchero a velo. Desuida si immerge nella chiazza di Dio mentre un sentimento di urina s’impossessa della sua anima e vola insieme a cento dieci orde di barbari cangianti di luce riflessa. Evoca una pace duratura, mentre si masturba.
Dentro il loculo di un inferno di sebo si muove un capro espiatorio che romba i flutti di un’epopea di disastri e sconquassi vaginali.
Rifiuti di erba si bruciano a vicenda mentre Desuida trattiene il respiro e urla ma emette suoni di luce gravidi di sperma annacquato, antico fossile di vagoni in cemento armato dell’era paleozoica quando Atlantide era ancora un sogno di ninfe antartiche.
Desuida s’innalza alla soglia spettrale e vola nelle braccia di un dio blu che canta lodi a se stesso mentre indossa lingerie femminile e tacchi a spillo.