La santità di un pollo


Una nebbia sfumata di grigio rosato ammanta la triste storia della principessa sul pisello. Costretta a dormire tutta la notte su un uccello alato che l’ha portata alla disgrazia di una carretta tristemente tirata da una asino. Tutto cominciò quando la finanza le trovò un paio di miliardi di euro evasi al fisco. Non servì usare il proprio corpo come tangente dato che alla finanza sono tutti gay. Ma qualche bisex ne approfittò. Tutto finì in una montagna di pannolini sporchi imbevuti di coca cola. La cosa più carina furono le sirene della polizia che si videro un video porno un po’ trash ma con la coda fra le gambe.
Il tutto cresce e s’imbeve di birra sporca e gronda di fermenti lattici vivi come piante di alloro per la gioia di imperatori di ragù e bidoni della spazzatura dove un pollo squatta una casa di bambole per covare uova d’oro e auto colorate di spermatozoi cannati.

Abbaio nello spazio liquido


Abbaio nello spazio liquido
Svetto in una città di luce atrofizzata in mezzo a mummie di seni e guglie ripiene di miseria e di materia duttile come plastica al fuoco di dio. Un vascello spaziale mi porta dritto nella mente degli uomini e personaggi dotati di libero arbitrio dischiudono ricordi programmati da un ingegnere della quinta dimensione. Uova giocano a pallacanestro con bambini che suonano il violino sturandosi le orecchie.
Timpani esplodono tra neuroni fotovoltaici e la luce solare trapassa il mio cervello stanco di pensieri di sangue e cioccolato.
Spazio 1999. Capitano Dirk. Spock.
Pile di neutroni nudi vomitano stelle tra anatroccoli in divisa e si lobotomizzano a vicenda per poter ridere nella pazzia di Abramo l’ebraico.
La Terra Promessa si decompone all’orizzonte desertico e i cammelli pisciano tra le dune che diventano rosse per la vergogna. Alleluia. E avanti così.
Atterraggio tra gli umani. Formiche rosse dipinte sulla Patagonia.
Furetto feroce che abbai alla luna.
Mano sinistra che masturbi una vagina impotente. Con un tubo di metallo inox, e aspiri orgasmi con la bocca di una sfinge. Decomponi il liquido cristallino in alghe rosse e corpi celtici. Per ricreare radici di corpi millenari.

Fare footing al parco…


Lo sfregio del corvo aleggia durante il fine settimana rompendo uova e finestre.

Il candido calore di una linfa scuote una matrona stupita alla finestra sul cortile di una casa ottocentesca che lascivamente si lascia cadere sotto i raggi di un sole passionale.

È primavera e i germogli di canguro nano hanno un colore sanguigno nell’aiuola di casa mia e non vedo l’ora di metterne qualcuno nel mio frullato mattutino.

Ascolto l’Aida che scorre nelle vene del mio termosifone di sangue blu.

Mentre raccolgo pomodori bellici dallo scroto di un cavallo da circo la vecchia matrona si masturba e cade dalla finestra, si spappola sul cancello appuntito e…