Il gallo canta due volte (e poi rutta)


Mi rachitizzo in una rucola acida di saltimbanchi col palinsesto fuso da orecchioni vampireschi e corna fritte.
Antonia si sforuncola un abito da notte di lino pregiato e condisce la pasta di vermi froci in zuppa di lenticchie lesbiche che sognano di essere un cane pieno di pulci che si masturba davanti a uno specchio deformante. In un’orgia di pleniluni Antonia sfoggia la conturbante pelosa alla festa della civiltà che si tiene due volte l’anno alla faccia della crisi dove il vello d’oro celebra la propria sensualità davanti a una folla affamata.
Urla di avvoltoi piangono gli sfarzi dei tempi andati e rivolgono alla Madonna la preghiera di una dolce gabbana che si satolla la vagina del fuoco dell’inferno e bacia pudicamente la bocca di una vergine sifilitica.
Bravi. Complimenti vivissimi al coro di pavoni sconsiderati e allegri che raccolgono voti per contribuire a spargere la fame nel mondo e ad imbandire la propria mensa alla quale accogliere i poveri a Natale.
Antonia alleva la prole in un pollaio di sterco di bue e gioca al gratta e vinci. E canta.

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Ricordo una bicicletta che mi diceva parole dolci


Piangi menestrello della fantasia, mentre un riso amaro cade nella ciotola di gommapiuma che si espande sotto i tuoi piedi da barbablù. Con una spina nel cuore, con una fetta di Nutella in corpo canti in coro a pieni polmoni.
Una pioggia zuccherata ti piove in testa e sa di miele appena munto.
Si scaldano i motori nell’oceano della vanità.
Applaudono i pesci che hanno pagato il biglietto della corrida degli uomini.
Sangue e arena cospargeranno le bombole di ghiaccio nel cuore del popolo che vuole la rivoluzione.
Mi godo un ricordo di bambino, mentre un menestrello cucina la minestra del giorno. Sogno di essere una bicicletta che sfreccia allegramente tra la folla eccitata e taglia il traguardo del mondo che ruota.
Un odore di pomodoro si sparge in strada e lo stomaco si eccita e la saliva scorre ad una velocità sublime in attesa del pasto settimanale.
Guardo dalla finestra e vedo clown e saltimbanchi spargere felicità a poco prezzo, in cambio di una grigia manciata di pioggia. E anche noi ci dileggiamo nel prenderci a pugni, oggi, nell’arena del sole, quando il ghiaccio si scioglierà e una pista da sci sostituirà i nostri cuori.
Un cantautore tira il collo a una gallina e ne fa mille coriandoli per divertire il figlio piccolo che compie due anni.
Definisci la felicità. E soprattutto, dimmi che esiste.