Eresia di un pipistrello


Le ali di un pipistrello svolazzano su una farfalla in calore. Misuro la febbre della Matrix e la temperatura fonde la barriera del suono mentre Rossella gioca a roulette e sbava su caccole di prosciutto vergine.
Considerando le caramelle cadenti nella notte delle stelle aggiungendo il gerundio condizionale in una mossa di judo cretino.
Il campo da calcio si estende al di là delle aspettative solitarie e costituisce un’immersione in piscina tra foche partorienti che guardano il concerto di Justin Bibier.
Una foca cornuta masturba le corna di un cervo volante mentre le palpebre di un lettore si chiudono in un solenne Ave Maria.
Un canto si leva nel carro funebre e colora di giallo la corona di spose sorridenti.
Scivolano sulla passerella di sangue di lucertola e si seppelliscono in una fossa comune.
Il forestiero chiede l’ora a un tombarolo e viaggia alla velocità della luce per illuminare la strada verso il paradiso. Seconda pozza a sinistra dopo l’inferno.
pipistrello
farfalla

Tre colori: violetto rosa pallido


Blu mare. Un attico sovrasta la mia porta d’accesso. E il volo pindarico si siede e attanaglia la gola di una pulce d’acqua. Una grassona nera si arrampica su un filo di lana e scorreggia davanti al pubblico attonito. Applausi scroscianti per questa dimostrazione di aerofagia e risate oltre a due morti intossicati dal metano che gli è arrivato in faccia mentre tossivano.
Dorina Cavalcavalli così si chiama la maga del cuscino d’aria che vede e prevede il futuro di un’umanità in smoking e foulard annegato nel caviale e champagne. Si nutre di algoritmi e può prefedere qualsiasi numero su qualsiasi roulette. Quando morì non l’aveva previsto e venne portata in volo da due elicotteri in una bara per elefanti.
Allocchi si girano tirandosi monete d’oro e vituperando monili di pastasciutta. Mi scomodo e mastico un pandoro al latte d’asina nel cortile di una suora sconsacrata. Con lei volo in una cascata di solletico e rabarbaro.
Raffaele è un personaggio incontrato in un bar durante una serata di solitudine. Mi ha raccontato di essersi perso dopo che l’avevano ucciso in una storia. Ho pensato che potevo farlo vivere io in una delle mie. Gli ho detto che doveva darmi una mano e allora mi ha raccontato quella in cui era. Si era svegliato a Milano che sua moglie non c’era più. L’amava profondamente ma era sparita. La polizia non la trovava e lui disperava di trovarla viva. Finché non la incontra un giorno a Palermo in compagnia di uno più giovane di lei. La segue e vede che vanno in una villetta in campagna e in giro gli dicono che quel giovane è suo marito. Al che entra e gli spara. Alla moglie. E il ragazzo spara a lui. Solo che prima di morire riconosce il figlio di suo fratello. Anche lui sparito dopo la moglie. Ora non sa più che pesci pigliare e vorrebbe tornare indietro e perdonare sua moglie e allora mi tocca di rifargli una storia su misura. Raffaele ha i capelli rossi. Quando parla tartaglia e onestamente ora è troppo tardi. Mi sa che dovrà aspettare un altro scrittore.

Un’onda


Un rimbalzo da palla da basket e un cesto da tre punti si alza la folla e si chiude la partita. Un’onda di euforia contagia le menti di ramarri attrappiti. Volano le farfalle in mezzo ai giocatori di una roulette russa in cui chi muore si spara per ultimo.
Tracassette si beve uno sballo per urlare la sua gioia davanti all’orda. Furore e alcol scorrono nei laghi di una lupa mannara in pensione da dieci anni. Un appartamento pieno d’incenso scoppia in mille petardi e volano gli uccelli nell’alto dei veli e bruciano le menti degli uomini di buona volontà in mille scarpe nere.
Un fiume musa giocondo e rutta un odore di salame stracotto. Il pescatore nella sua barca ondeggia beato con un sigaro in bocca aspettando un miraggio finché una balena abbocca e lo porta con sé. Di tutto cuore.
Agito il salnitro con lo zolfo e il piombo e faccio scoppiare una miccia che ritarderà lo scoppio del nucleare e ritorno di corsa all’albergo dei sette nani per abbracciare biancaneve in un pertugio solenne.
Boh.

Il cimitero delle stelle


Le api estraggono il miele dalla fontana della giovinezza che si deduce dalla simpatetica commistione di angeli e risotti al radicchio. Due samurai si sfidano con asciugacapelli tra i denti e giocano a ping pong con una pallina di plutonio arricchito. Una roulette russa, per dire. E una lacrima scende dal cuore di una donna che passeggia sotto lampioni ricchi di solitudine e silenzio. Nell’oscurità il silenzio si muove e danza un tango accompagnato da lunghi squilli di tromba cadente come stelle che si danno appuntamento al cimitero vicino alla chiesa sul colle. Nel silenzio cadeva una lacrima che inumidiva un suolo ormai secco come l’anima della statua che vigilava sulla piazza di chi non dorme mai ma non esiste nemmeno. Fantasmi di sogni e incubi si gettano su quella goccia di vita e dolore e ne bevono il sale e l’acqua mentre il grido delle trombe si sparge nell’eco delle montagne intorno. Un sospiro di sollievo si leva dall’oceano di anime che a cascata ringraziano il diavolo e lo mangiano spalmandolo su burro e miele in ossequio alla danza delle rondini.