Fior di pisello


Cado e mi auguro Buon Natale dal profondo della fogna dell’umanità, dove la melma di confonde all’orgasmo di piccoli esseri che scopano i pianeti della via lattea giocando a domino e intessendo i destini di Dio con la magia del nonno Merlino. Le sottocomiche del fior di loto mi azzannano le membra disossate da piccoli vermi multicolori che mangiano sassolini di chewingum buttati per strada da cantautori impegnati politicamente.
I corvi di re Baldovino si giocano a carte le menti sublimi di un cesso ovale che sogna di diventare un cesto da pallacanestro, un giorno non lontano. Nel frattempo inghiotte palloncini da basket senza rompersi i denti. Il nutrimento di una giovenca balla nello stomaco di un giocatore di football americano che canta una lirica il giorno del grande Bowl e fa meta in trentasette minuti dopo aver fatto il giro dello stadio inseguito dai telespettatori.
I fratelli gemelli dei siamesi di Kim Duo Fan Cal si giocano i testicoli a rosicchiarsi i piedi per una bambolina vestita da cantante rock. Tra chitarre e suoni cacofonici mi prendo una bistecca al sangue e urino sopra i milioni di gatti e di cincillà che mi stanno ascoltando e bevendo. Dopodiché tirano lo sciacquone e ci dormono su

Abbaio nello spazio liquido


Abbaio nello spazio liquido
Svetto in una città di luce atrofizzata in mezzo a mummie di seni e guglie ripiene di miseria e di materia duttile come plastica al fuoco di dio. Un vascello spaziale mi porta dritto nella mente degli uomini e personaggi dotati di libero arbitrio dischiudono ricordi programmati da un ingegnere della quinta dimensione. Uova giocano a pallacanestro con bambini che suonano il violino sturandosi le orecchie.
Timpani esplodono tra neuroni fotovoltaici e la luce solare trapassa il mio cervello stanco di pensieri di sangue e cioccolato.
Spazio 1999. Capitano Dirk. Spock.
Pile di neutroni nudi vomitano stelle tra anatroccoli in divisa e si lobotomizzano a vicenda per poter ridere nella pazzia di Abramo l’ebraico.
La Terra Promessa si decompone all’orizzonte desertico e i cammelli pisciano tra le dune che diventano rosse per la vergogna. Alleluia. E avanti così.
Atterraggio tra gli umani. Formiche rosse dipinte sulla Patagonia.
Furetto feroce che abbai alla luna.
Mano sinistra che masturbi una vagina impotente. Con un tubo di metallo inox, e aspiri orgasmi con la bocca di una sfinge. Decomponi il liquido cristallino in alghe rosse e corpi celtici. Per ricreare radici di corpi millenari.