Tabulé di rose – 3


Kadima aiutami hanno rapito Kamos e ho bisogno di sapere dove l’hanno nascosto
Chi l’ha rapito?
Quelli dell’Emor
I nostri servizi segreti, ma che è? una spia il tuo uomo?
Sì ma non lo sapevo ti giuro. Pensavo dovesse supervisionare dei progetti di non so cosa di infrastrutture, sviluppo qualcosa del genere. Gesù e pensare che era una vacanza
Sei sola?
Sì perché?
Rischio il collo se ti aiuto
Puoi trovare il nascondiglio?
Certo che posso ma se mi trovano mi scuoiano viva anche se sono la figlia del capo della polizia
Si fanno queste cose da voi?
Certo e anche da voi, solo che non ve lo dicono
Come fai a saperlo?
Ora devo andare
Faccio quello che vuoi. Dammi istruzioni
Ci vediamo domani notte davanti al kebab brasiliano vicino alla grande Moschea all’una di notte. Ti darò la mappa e le foto che servono ai tuoi per credere a quello che gli dici
Perché? Pensi che non mi credono se glielo dico semplicemente?
Da dove vieni?
Da Bruxelles…dall’UFE cioè in che senso?
Lascia perdere Alice dal paese delle meraviglie. Credi che i tuoi superiori credono a tutto quello che gli raccontano? Senza foto non perdono neanche il tempo di alzarsi dal letto
Se lo dici tu
È così e basta. A domani.

Ma quando?


Manolo ride di gusto. Manolo si siede sul fusto. Manolo prega di petto col busto eretto e congiunge le dita dei piedi. Stringe il culo e schiaccia un peto che fa il giro del mondo. Manolo è tornato in sé e martella il piede del santo spirito per riceverne un barattolo di Nutella nella fetta di formaggio Emmental.
Poi decide di andare dal padre che muore per rendergli l’ultima visita. C’è un oceano di lattine da affrontare, ma sente che se le può bere tutte senza problemi e comincia, uno, due, tre, tutte di sprite. Beve e piscia piscia e beve.
A metà strada, Manolo viene intervistato dalla Rai, poi dalla BBC e quando approda all’altro continente scopre che ha sbagliato emisfero, ma poco male. Basta fare una corsettina in mezzo alle vacche al pascolo e digerire le ultime diecimila lattine.
La cosa carina è che fa amicizia con le vacche e prega con loro, ne monta alcune, poi una volta ingelosito il toro se la dà a gambe, giusto in tempo per finire in un’arena dove il capo della sprite decide di farlo fustigare da cima a fondo, ma un reggimento di mucche innamorate lo salva in extremis e gli permette di ripartire alla ricerca del padre morente.
Quando arriva in Turkebostan lo trova e lo abbraccia e gli chiede “ma non stavi morendo” “ma no: stavo be-vendo, non capisci mai quello che dico” “ah beh, allora senti ho un paio di sprite con me”.
Questa è la saga di Manolo, così come venne redatta dagli antichi Belgushi e ritrovata dodicimila anni dopo da mio suocero durante un ritiro spirituale con gli scout della parrocchia. Fu così nominato talpa onoraria.
Questo ci disse.
Chissà che s’era fumato.