È Natale sant’Iddio


Pochi minuti al via e esploderemo in un risotto ai funghi atomici che contamineranno le acque giapponesi di radiazioni al ragù. Ci scioglieremo in canditi e uvette e cioccolato e zucchero a velo e diventeremo burro nelle mani dell’agnello sacrificale.
Un grande fusto di benzina urlerà le proprie fiamme al cielo e qualcuno lassù conterà i cadaveri lasciati sul campo da un bulldozer affamato di cinghie affumicate da mettere sotto l’albero. Come Annibale si masturbò con un ramo di pino così noi ci facciamo un’orgia da qualche miliardo di gocce di sangue e libertà.
Sento i prodromi dell’Apocalisse che scenderà con la neve e riderà raccontandoci barzellette all’uranio impoverito per solleticare i nostri enzimi a produrre liquido seminale che giova alla nostra salute di insetti inermi davanti alla natura pietosa e mietitrice. Una grossa grassa risata si spande nella chiesa la notte del Santo Natale con una SS Trinità che emerge da una capra vergine e mai toccata da un pastore sardo o palestinese.
E cantiamo Tu scendi dalle stelle o Dio beeeeeato.
Urka che rutto.

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