Il delirio del pesce spada


Monna lisa smile to everybody, tra pesci che pescano e mondi che camminano. Felici di essere sulla slitta di Babbo Natale e di nuotare verso sentieri di tonno al prosciutto crudo. Sedicenti armigeri armati di archibugio a due canne mozze si distendono al sole di un deserto del Sahara per fondere la corazza e il cervello in una morte da cartone animato.
Una bella autostrada si guarda allo specchio e chiede chi è la più veloce del reame. Fendi, la buongustaia dell’angolo a sinistra del marciapiede m’invita a degustare un cappuccino al bancone del suo bar e mi slaccia i pantaloni all’altezza del pene che timidamente si lascia prendere in giro mentre lei chiede ufficialmente un accoppiamento alare tra volatili che si nutrono di liquidi seminali e che seminano argento vivo in tutto il bancone mentre i clienti bevono tiramisù e mangiano torte alla crema di fagioli. Le mie dita danzano un delirio su strati di grasso sodo e abbondante. E mi chiedo dove ho messo le chiavi del Paradiso. In un orgasmo di fuochi artificiali e urla spasmodiche che coprono le urla del telecronista dlela finale dei mondiali ci accorgiamo che tutti in strada lanciano grida e suonano le trombe dei cavalleggeri leggeri.
In un tempio di Buddha suono fallo come un violino alato e dipingo scroti di fanciulle serene. Loro mi sorridono
E sorridono anche a te mostrandoti i genitali per dirigersi verso il vento dei desideri.
È una corsa e chi vince abbaia al crotalo mascherato da Arlecchino

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