Un amalgama silente


Un amalgama silente. Silente amalgama di mummie di borgata romana. Lenti cadaveri che si aggirano tra vino e tarallucci. Cantano e bevono senza lasciare traccia del loro passaggio e si reincarnano in un insetto silente e volgare.
Il suono guida la mano di un poeta ardito che si tocca il dito con il naso variopinto mentre il dipinto si erge a sommo pianeta di una lavastoviglie fantasma. Nelle mie orecchie rimbomba il sonno di una lavasciuga liquida di colore verde ramarro tipo pus che mi ronza nelle orecchie come un sommergibile fantasma.
Un punto e virgola mi guarda perplessa e finché mi fissa non riesco a fare pipi’. Mi sciolgo il decolté in una sfilata di moda e resto nuda in una scena madre del film sulla vita dei pesci dell’oceano pacifico.
Una mano scivola sul pene e non sai cosa farà perché dipende da una dimensione aliena in salsa erotica e Marte predica l’amore universale. Un corno scivola nel solstizio d’estate e preghiamo insieme perché Natale venga schiacciato da una balena blu.

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