Cronaca del mondo immerso


È ineligibbbile dice il grillo alla zanzara americana per rilanciare i nostri investimenti e ruby lo proteggia perché ruby è il pd e la boccassini è una prostituta o forse la boccassini è il pd, comunque l’alito del grillo era veramente devastante e questo è quello che conta in un’intervista a colpi di cloni ingigantiti dallo sforzo bellico di spiegare la commedia dell’arte a gente semplice per la quale due pollici più due spermatozoi fa semplicemente una masturbazione. Un fantasma napoletano innamorato della bella spiaggia di arcore si distende a prendere il sole in compagnia della minetti che balla come una suora e invita le amiche a condividere la sua passione religiosa per le gioie di una pizza da qualche migliaio di euro al mese più appartamento.
Baci saffici per un presidente giullare che diverte ospiti di sinistra e di destra ma soprattutto di sotto e di sopra e palla al centro per una squadra che vince sempre anche quando perde, diversamente dal partito della boccassini. In fondo mascheriamo le carte e giochiamo a poker col grillo morto che tra una barba bianca e un capello all’aceto balsamico di abete si sforza di apparire catastrofico, ma la follia umana è più grande del tetto delle tette della moglie sua. Inshallah o come cavolo si scrive.
Prendiamo un colpo nella bombetta del terrore sacro che scoppia nelle scuole di un continente americano in guerra santa, mentre le more italiche si distendono e il ballo napoletano si allunga il membro in attesa di una suora soggiacente ai piaceri del misticismo mediterraneo a base di aglio e cipolla, catetere e flebo. Le ragazze dell’orgettina si tingono di rosso e cavalcano l’ira del dio barbuto del chi ha avuto ha avuto e chi l’ha data colga un fiore che puzza di crisantemo al ragù.
Il rifugio di un criminale di guerra argentino è ancora la morte mentre la tortura durerà in eterno dato che verrà lapidato da un muro di ostaggi liberatisi di nascosto dal peto di un diavolo che imputridiva l’anima di un dittatore meditabondo.
Meditiamo gente sulla crisi di un’elite che non ha nemmeno più una maschera per nascondersi e picchia selvaggiamente una mandria di pecore che spolpano la propria carne nel disperato sforzo di nutrirsi di nulla, che è tutto quello che resta in un deserto là dove prima c’era una rigogliosa foresta vergine, casta e pura.
Pura come un’orgia.
Casta come un gruppo di mine, o minette.
Voluttuosa come labbra al cioccolato fuso.

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