Rosso di sperma


Un livido fringuello s’insanguina un arto mentre canta una canzone di Sanremo e vede accadere un sasso sulla testa.
La cascata di mille metri di sangue atterra su una vallata verde e fresca e schizza mille rivoli di petrolio che sa di acido.
Le Erinni scivolano via dalla strada tormentata dell’essere cagna.
Rimembri quel tempo della tua vita? No? Meglio per te, faceva schifo.
Un pompiere si aggiusta la pelle a seguito delle ustioni di terzo grado che s’è procurato schiaffandosi della benzina accesa in faccia mentre faceva un corso di formazione a un gruppo di stambecchi in giacca e cravatta. Niente di grave mister, domani sarà come nuovo, nuova faccia, nuovo culo.
Resistiamo qui nel bunker della pazzia per mangiare scarti d’inferno e risolvere il puzzle di cartapecorita mandatoci dagli insegnanti di pasticceria. Mi candido una cioccolata tra i denti e sputo fuori maccheroni ripieni di piscio di cane. I fiori spargeteli sulla tomba di benito. Il mio cane, appunto.

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