Un sacco bello


Sibila il vento, infuria la bufera e mentre una rete c’insozza le menti ricorriamo al sol dell’avvenire per fare le parole crociate dei cavalieri Templari. Al galoppo miei prodi e pugnam per la vittoria del cavallo Arturo Saltimbanchi.
Cogito ergo Escogito.
Nell’attivar della pulzella m’inciampo in un granchio al passeggio con la sua bella. Shopping in riva al mar. Due granchi, una poesia in libertà. Un bacio d’amor che si striscia sulla spiaggia. E la mente si svuota. In un respiro lungo un soffio di Volta e Gabbana. Ma in fondo è un segreto di Pulcinella, no?
E allora aspettiamo che un vampiro venga a raccogliere le foglie cadute dagli alberi di betulle che circondano il nostro giardin d’amore. Prendo una licenza poetica o licenzio il poeta che scrive come un pesce? Ma no, meglio masturbarci a vicenda in una stomachevole allegria di acciughe in libertà.
Scorre il vento infuria la bufera e metti la cera e togli la cera. Sei solo un microrganismo bicellulare e ti fai già un gran viaggio. Quindi issiamo il pennacchio e immergiamolo nel calamaro. In fondo al mare riposerà in pace eterna l’eterno riposo.

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